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domenica 27 agosto 2017

Estate 2017 un giro al Castello di Montegibbio e a Palazzo Ducale

Sul Sito di Montegibbio troverete indicazioni più dettagliate io, al momento, vi posso parlare solo della mia esperienza nella visita. In occasione della Giornata dei I luoghi del Cuore Fai sono entrata nelle stanze del Castello ormai usurate dal tempo e, alcune, non pienamente accessibili perché pericolanti.Tutto l'anno è possibile visitare La Corte e il sottostante "Parco" ma, solo in rare occasioni, le porte vengono aperte per permettere di osservare l'interno e le antiche stanze.
Purtroppo alcune zone non è comunque possibile visitarle e altre, come la terrazza e la stanza adiacente, sono percorribili solo in determinati punti o in gruppi in numero ristretto di individui.
Il mobilio non è sempre presente ma è sistemato solo nelle occasioni di apertura completa al pubblico solo la chiesa rimane integra nella sua struttura.




Il classico palazzo con le scalinate esterne in ingresso non è una prerogativa di questo contesto essendo ben nascosto e recintato e, purtroppo, tenuto chiuso al pubblico.
Nemmeno la classica residenza estiva con le siepi da giardino ben curate sono una tipicità di questa struttura... la guida è stata attenta a informar tutti che, dov'era presente il parco ducale, un tempo c'era un bosco per dare vigore e importanza alla caccia, il fiumiciattolo che ora è presente era un torrente che si collegava con quelli presenti a Modena per dare importanza al commercio.








Anche la Peschiera aveva una sua rilevanza; luogo di giochi e di divertimento, denominata "teatro delle fontane", presentava un'articolata scenografia ripartita in tre ordini ed ornata da statue, grotte, nicchie, mosaici, stucchi, fontane e balconate per i musici. Sul fondo la Peschiera era chiusa da un'alta quinta a forma di montagna, sormontata dall'aquila simbolo della casata estense.






Dall'ex torre divenuta terrazza panoramica non ricordo bene quando, si vede il piazzale di ingresso e la chiesa di San Francesco in Rocca.






Nella maggior parte delle stanze sono ancora vistose le pareti decorate, percorrendole mi sono soffermata a immaginarle ricche di arredi.
Inoltre la curiosità di sapere cosa c'è e cosa c'era negli altri due piani del palazzo è veramente forte...







La tentazione di varcare furtivamente la misera cordicella per scendere a curiosare un poco è stata forte...
Abbandonare la guardia per scivolare negli altri due piani scavandone i segreti.. -C'erano anche le prigioni? sicuramente...
-Ci sono i passaggi segreti?
-E i bagni? a parte il truccatoio non ne ho visti... (se non un finto camino adibito a una funzione simile...)
In realtà la zona a piano terra già l'ho visitata quando ha ospitato i quadri delle zone colpite dal terremoto.
Si potevano vedere i danni e il lavoro che dovevano impiegare per togliere fango e ricostruire i pezzi danneggiati dalla rovina.  






Rimanendo quieta ho invece seguito la folla per ascoltare la guida e le sue informazioni...
Colori marmorizzati prendono il posto di quadri tolti dalle pareti originali...
Certo è che, di pazienza ne dovevano avere parecchia per decorare così tanto...






Ci sono una marea di dipinti che non saprei minimamente descrivere. Posso solo dire di essere rimasta affascinata da alcuni piccoli particolari come questo pezzo di puzzle nella stanza del vento.
Dimenticavo di scrivere che ogni stanza ha una raffigurazione e una rappresentanza differente perciò, come ogni vecchio rudere che si rispetti, le pareti sono decorate a tema.
La stanza di Bacco si differenzia da quella della fortuna; la stanza con gli dei della settimana è piccola e stretta all'opposto, lo stanzone di ingresso è ricco, ampio e dettagliato nei particolari e nei colori...















giovedì 24 agosto 2017

Monitoraggio tempi di attesa.. un giro tra i siti Ausl

Le continue lamentele
Mattinata di attesa dal dottore e, cosa accade? chi non ha avuto l'occasione di chiacchierare con un anziano malato che deve trafficare con l'arrugginita burocrazia dei tempi di attesa?
Sicuramente, se l'anziano ha pochi problemi, la discussione si sofferma sulle classiche "frasi fatte" del tipo "è così che funziona", "ci vorrebbe una rivoluzione" ecc...
Ma se, come in questo caso, ti ritrovi la persona che lotta con questo tipo di problemi ma, lui stesso, soffre di mali anche molto gravi, rischi di ritrovarti attaccata al PC per verificare com'è possibile che accada tutto ciò in un paese come quello in cui vivi.
Mi sono trovata a sbirciare nel sito del tdaer questo monitora i tempi di attesa delle visite della regione Emilia Romagna, nel sito si trovano le caselle di ricerca per selezionare zone specifiche del territorio.

In realtà l'informazione più utile la lascia la legge per tutti dove indica, in modo giuridico, una soluzione ai tempi di attesa di cui non tutti sono a conoscenza:


Se non vengono rispettati i tempi per le visite e gli esami diagnostici, il cittadino può far valere i propri diritti?
Che fare se, dopo aver pagato il ticket, ci dicono che, per una visita specialistica in ospedale, i tempi di attesa sono lunghi? Che possiamo fare se, per eseguire una risonanza magnetica, una tac o una ecografia dobbiamo aspettare diversi mesi, magari quando ormai la nostra patologia potrebbe essersi aggravata? Eppure la legge parla chiaro: il malato ha diritto alle prestazioni mediche entro tempi certi che sono:

  • 30 giorni per le visite mediche specialistiche;
  • 60 giorni per gli esami diagnostici.
  • gli è stato prescritto un particolare accertamento diagnostico o una visita specialistica (indicando quale);
  • il Cup ha comunicato l’impossibilità di prenotare la prestazione richiesta prima della data del… (indicare la data che, come detto, deve essere superiore a 30 giorni per le visite specialistiche e 60 per gli accertamenti come Tac, risonanza magnetica, raggi, ecografie, ecc.);
  • la prestazione ha carattere urgente, incompatibile con i tempi di attesa indicati;
  • il decreto legislativo n. 124/1998, all’articolo 3 comma 10, prescrive che i Direttori Generali disciplinino i tempi massimi intercorrenti tra la richiesta e l’erogazione delle prestazioni.
  • che la prestazione richiesta (visita medica specialistica o esame diagnostico) venga resa in regime di attività libero-professionale intramuraria (o intramoenia, che dir si voglia), con onere a carico del Servizio Sanitario Nazionale ai sensi del citato decreto legislativo n. 124/1998 articolo 3, comma 13;
  • che venga fornita immediata comunicazione in merito.
  • tali prestazioni mediche costituiscano – a causa delle specifiche condizioni cliniche o di rischio del paziente – un significativo beneficio in termini di salute;
  • e, nello stesso tempo, non sia possibile effettuare cure dello stesso tipo presso strutture pubbliche convenzionate oppure non sia possibile farle entro i tempi previsti per legge.

Che fare, allora, se la lista d’attesa in ospedale è troppo lunga? Ricorrere allo studio medico privato o alla clinica privata è certo una soluzione, ma a fronte di costi a volte eccessivi per le tasche dei cittadini. Preso dallo sconforto, il malato si adatta alla fila lunga, è obbligato ad attendere il suo posto in una interminabile lista d’attesa in ospedale. Insomma ci si rassegna all’idea che il diritto alla salute non viene affatto tutelato da una sanità pubblica che, tuttavia, paghiamo annualmente con le tasse.
In verità, una soluzione c’è, ed anche particolarmente vantaggiosa, ma sono in pochi a conoscerla, anzi quasi nessuno. Né gli ospedali e le strutture pubbliche dell’Asl ne danno comunicazione ai malati. Il tutto è scritto in un decreto legislativo del 1998 [1].
In pratica la legge stabilisce il diritto del cittadino a conoscere la data entro cui avverrà la visita medica o l’esame diagnostico nonché il tempo massimo di attesa. Se la prestazione non può essere garantita entro i tempi massimi garantiti per legge (che – come detto – sono di 30 giorni per le visite specialistiche e di 60 giorni per gli esami diagnostici), il malato può pretendere che la medesima prestazione sia fornita dal medico privatamente, in intramoenia, senza costi aggiuntivi rispetto al ticket già pagato. Insomma, quando la prestazione è urgente ed è incompatibile con i tempi di attesa, il malato si può imporre e chiedere che l’ospedale garantisca la visita specialistica medica in intramoenia senza pagare alcunché oltre al ticket oppure, in assenza, potrà recarsi dal medico privato e poi chiedere il rimborso all’Asl.
È simile il diritto riconosciuto dal Tribunale di Castrovillari in una sentenza di qualche anno fa che si può leggere nell’articolo L’Asl rimborsa le cure in strutture private. Il cittadino costretto a curarsi presso cliniche private non convenzionate a causa delle interminabili liste di attesa all’ospedale, incompatibili con il proprio stato di salute, può ottenere, dal Servizio Sanitario Nazionale, il rimborso delle spese sostenute (vedi link al sito).In questo modo viene ristabilito il diritto alla salute del cittadino e la possibilità di vedersi garantito un intervento medico o diagnostico nei tempi stabiliti dalla legge.

Riporto un articolo trovato in un documento ufficiale della Regione Emilia Romagna:
 Come indicato nella delibera di programmazione e di finanziamento del 2015 (DGR 901/2015), l’obbiettivo di facilitazione all’accesso delle prestazioni di specialistica ambulatoriale è prioritario. Per il 2015 il sistema incentivante per le Direzioni Strategiche, e coerentemente per i Responsabili delle aree professionali coinvolte, dovrà tenere conto prioritariamente dei risultati ottenuti sulla riduzione dei tempi di attesa.


Detto ciò mi chiedo e Vi chiedo:
Non è il caso di applicare una semplice soluzione che possa aiutare tutti a non perdere, chi per svogliatezza, chi per dimenticanza, chi per i tempi di attesa, la possibilità di vedersi programmare una visita senza attendere i calendari?
Perchè non prenotare un qualsiasi controllo nel momento in cui si è terminata la prima visita? Così facendo si evitano perdite di tempo, inutili attese in sala di aspetto e meno lavoro per i medici di base.

venerdì 18 agosto 2017

LA BOLDRINI SI DIMETTE!!!!



"BASTA" !!! Mi sono stancata di subire attacchi mediatici!!!
Caduta in una rete di insulti e minacce ha cercato di difendersi per contrastare la continua disinformazione che riempie le pagine del web ma, purtroppo, senza successo. Ha così deciso di "guardare oltre" e di "gettare la spugna" evitando la modifica di questo incessante attacco.

Non c'è riuscita lei, ancor meno c'è riuscito il semplice malcapitato che è finito nelle mani dei "Bulli" , schiacciato miseramente da una bombardata di false notizie che creano interesse e condivisioni da tutte quelle persone che non leggono oltre il "titolone attrattivo".

Come scrive Altroconsumo
 “Sono gli utenti stessi a confezionarle e spesso sono l’espressione delle loro paure, delle loro preoccupazioni, anche delle loro paranoie”





Allo stesso modo di un chiacchiericcio "da piazza" o "da Bar" il web diffonde modi di dire e fatti di dubbia e incerta provenienza.
Penso che nulla (o poco) si può fare per contrastare quello che è il passatempo di gente senza ambizioni culturali di livelli superiori al comune "pettegolezzo", l'unico mezzo è il controllo della fonte.
Rispetto a una piazza, sul web rimane tutto scritto, molto utile per risalire all'artefice di un danno, a volte incalcolabile. Un gioco che c'è sempre stato ma che, con internet, ne rimangono tracce indelebili se mal gestite.
Informazioni fasulle messe in rete da persone che odiano gay, neri, persone con handicap o, ancora, ragazze invidiose di coetanee più "gettonate" di loro. Come descrive questo articolo  (sole 24ore) questi ragazzi vengono "bombardati" con vari mezzi anche per raggiungere, in breve tempo, migliaia di Pc con utenti che prendono per reale una notizia creata apposta per dispetto.
Come verificare se una notizia è realmente reale?
Innanzitutto aprire il link e leggere tutto l'articolo; aprire una pagina di Google e digitare le "parole chiave" del testo (Clicca Qui per capire come meglio usare i metodi di ricerca) e già compare qualcosa...
La notizia può essere:
-Falsa e già "sbufalata" da altri;
-Parzialmente vera;
-Vera;
-Vera ma smentita per evitare che venga diffusa (ma questo è difficile capirlo).
Come nel caso di Blue whale, il gioco russo che porta i giocatori al suicidio, la notizia è stata "sbufalata" da un blogger che ha contrastato i video facendo vedere che, effettivamente, non erano provenienti dal luogo descritto nel servizio.
Senza dirvi "come" ho scoperto che la notizia è reale, com'è reale ciò che ha sostenuto il blogger. 

E



Detto questo come concludo?
Innanzitutto vi dico che il titolo è una colossale "Bufala", la Boldrini, al momento, continuerà a posare le sue Chiappette al parlamento.
Le auguro di poter contrastare veramente questa disinformazione (soprattutto che tutto il suo vociare non sia per un esclusivo risultato)  e, personalmente, continuo ad acquisire notizie dal web perchè, se utilizzato nel modo corretto, è una fonte di informazioni più ricca e libera rispetto alla televisione.
Il mio consiglio è quello di capire, di leggere e di comprendere bene... nulla da togliere alla bufala inoffensiva, quella che non reca alcun danno. L'articolo simpatico che rallegra la giornata e che ti fa sorridere in questo mare di avvenimenti ambigui.

P.S. Siete pregati di cliccare sui link inseriti per esercitarvi nell'acquisire informazioni!

sabato 12 agosto 2017

La coppetta mestruale; pratica, economica ed ecologica.

Ho inserito la pubblicità di "Lybera" anche se ho, in realtà, acquistato un'altra marca... il motivo? ho trovato utili le informazioni del video per capire bene la corretta posizione per evitare perdite.

Tutto è iniziato quando ho trovato su internet informazioni, vagabondando nel web ho poi scoperto che esiste anche la spugnetta di mare e i salvaslip o gli assorbenti lavabili, cosa mi ha spinto ad acquistarla? ve lo spiego con due domande;
"Quanto spendete in assorbenti?"
"Avete mai fatto il calcolo del prezzo annuale dei vostri rifiuti insanguinati?"

Personalmente spendo circa 500€ in 10 anni, una media di 50€ l'anno. 
Non moltissimi... direte voi, c'è chi ne spende molti di più.
Oltre a questo tipo di calcolo vediamo quanto sono riuscita a far respirare il pianeta togliendo dei rifiuti certamente presenti nei futuri cassonetti...
Calcolando una media di 16 Pacchetti di assorbenti in 12 mesi e, supponendo che ogni pacchetto contiene 24 assorbenti (16x24=384) sono arrivata alla conclusione che, solitamente, inquino di 3840 assorbenti decennali il pianeta.
Assorbenti di cui non conosco "come" e "quanto tempo" impiegano a decomporsi.
Questi sono i motivi che mi hanno spinto all'acquisto, ho trovato pagine descritte in modo dettagliato tramite l'utilizzo di schemi figurati, molto utili per risolvere i dubbi a cui può andare incontro una nuova utilizzatrice del prodotto. Dopo essermi documentata sulla tipologia di coppetta idonea alla personale anatomia sono passata ad analizzare il materiale, ne ho così scelto una in silicone medicale ecologico al costo di 19.90€ ... una bella differenza considerando quanto letto: "una coppetta gestita bene può durare fino a 10 anni".!!!
Ordinata on line (in commercio se ne trovano veramente poche) eccomi ad attendere la mia coppetta.. che dite? riuscirò a non usare più assorbenti? oppure rischierò di dimenticarla in giro o di farla cadere miseramente in un WC pubblico?
Fortunatamente molti dubbi sono stati eliminati da un gruppo, domande tipo: "Come si toglie?","Può perdere sangue?", "come la devo inserire?" sono già state, nella teoria, eliminate... al prossimo mese per la pratica.

Dopo pochissimi giorni dal mio ordine eccola che arriva, sono stati velocissimi a consegnare e la curiosità mista a eccitazione ha preso il sopravvento nell'aprire il pacco.
La frenesia di utilizzarla si contrappone al razionale pensiero dell'acquisto di strumenti idonei al suo sterilizzo: un pentolino dedicato interamente a lei.
Nelle pagine leggo che c'è chi ha acquistato uno sterilizzatore e chi un contenitore per inserirla nel microonde ma io preferisco rimanere sul tradizionale, ho così acquistato un pentolino in ceramica grande come una tazza da caffèlatte per la sua bollitura.
L'ho provata senza mestruo, ho letto che la cervice è differente durante le fasi del ciclo e che è bene tenerla pulita immergendola in aceto o acqua ossigenata (aggiungendo anche bicarbonato e limone) per tenere lontani i cattivi odori.
ho chiuso il diametro a Tulipano e... via!!!
Sembra semplice, pare che il sottovuoto regge e che nulla esce.. meglio però una verifica maggiore quando il liquido sarà rosso e si vedrà maggiormente.

Sensazione? sembra di non avere nulla...
Solo il primo giorno effettivo mi rendo conto che la prova fatta non è servita, la fisionomia femminile è differente in "quei giorni" così faccio fatica a capire il mecccanismo e due volte perdo un poco di liquido nell'assorbente inserito per precauzione.
Intestardita e decisa a non perdere motivazione ed entusiasmo, sono andata su You tube dove una ginecologa ha ben illustrato come inserirla, come verificare se è correttamente posizionata e ha ricordato che il fastidioso gambetto si può eliminare in caso di fastidio.
Dopo questo video i giorni si sono susseguiti senza intoppi e complicazioni con la piacevole sensazione di non avere nulla e acquisendo una maggior sicurezza nei successivi inserimenti.