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martedì 26 settembre 2017

Modena -Dimora dell'artista Pavarotti - 6 Settembre 2017

Durante la visita del 6 Settembre 2017, in memoria della sua morte, la casa è rimasta aperta e di libero accesso ai visitatori. Durante la giornata è stato possibile assistere a delle esibizioni canore degli allievi della  Fondazione Luciano Pavarotti
              

Casa in stile moderno con finiture antiche. Molto chick!
Il sentiero per arrivare alla casa è un po' nascosto e la casa stessa non ha grossi cartelli di indicazione ma ha un parcheggio/prato nelle immediate vicinanze. L'ultimo piano è fantastico, il lucernario intrecciato alle tavole in legno rende chiaro il locale,il distacco moderno/antico del tetto e il soppalco del terzo piano ampliano la stanza rendendola armoniosa con il piano sottostante che si intravede dal balconcino.
Diversamente non ci sono molti oggetti appartenenti a lui, ho visto case più ricche di ricordi ma alcuni particolari meritano di essere osservati.
Il pianoforte è uno strumento musicale a corde percosse mediante martelletti azionati da una tastiera.
Questa è solitamente composta da 88 tasti, 52 di colore bianco e 36 di colore nero. I tasti bianchi rappresentano le note: do, re, mi, fa, sol, la, si. I tasti neri, invece, individuano le alterazioni (note bemolli o diesis). 
La stanza principale contiene, al suo interno, un immenso pianoforte; proprio quello che vedete a lato.
Le pareti di questa stanza sono circondate da una serie di quadri e di dediche a lui riservate, la maggior parte del mobilio è in legno eccetto la cucina. Questa è estremamente moderna, interamente gialla e ha due lavandini immensi e due lavastoviglie... e qui la domanda sorga spontanea: "ma in quanti partecipano, solitamente, a un ricevimento?".
L'angolo cottura e la cappa non ve la descrivo, la dovete andare a vedere... in un film di fantascienza non è così maestosamente imponente.

A lato Due bottiglie speciali in limited edition, Acqua Panna e S.Pellegrino, per celebrare il grande tenore e l'Opera Italiana.
 Un'iniziativa per comunicare, attraverso cinquanta milioni di bottiglie distribuite in 120 Paesi, l’arte, la passione, il talento e lo stile italiani. 
Questa iniziativa rientra all'interno di un progetto più ampio. L'azienda, infatti, prevede una collaborazione nel tempo con la Fondazione Luciano Pavarotti, fondata dalla moglie Nicoletta Mantovani.
 L'obiettivo di questa sponsorship sarà quello di continuare a diffondere e mantenere vivo  il messaggio di grande generosità intellettuale del tenore. Allo stesso tempo, sarà un'occasione per aiutare e sostenere i giovani artisti che vogliono avvicinarsi al mondo dell'Opera. Ad essi, verrà data la possibilità di esibirsi in occasioni di prestigio in Italia e non.

Il portasigari e il cellulare della Nokia firmato "Pavarotti" mi hanno affascinato un po. Devo ammettere che sono i due oggetti che hanno maggiormente attirato la mia attenzione per la loro particolarità.
Il primo, il portasigari, è sconosciuto... non pensavo potesse esistere un oggetto simile a una cantinetta di vino ma piccola come un portariviste. Tutto chiuso e rifinito sotto un vetro protettivo per mantenerne intatto il dolce ricordo.
Il secondo: L'inimitabile e indistruttibile Nokia modello preistorico ma con un design a cravatta!
La firma in rosso in alto a destra rende il pezzo unico nel suo genere... fantastico a dir poco!




 Dalla cucina si scende nella cantina reale che di "cantinetta" ha poco a che vedere...
Due anticamere separano una stanza ricca di bottiglie impolverate di ogni tipologia e dimensione. 






Alcuni oggetti sono posizionati in modo artisticamente naturale.

Graziosa e di effetto la porta che racchiude tutto il contesto.



A lato solo uno dei premi esposti nella casa di Luciano Pavarotti nel corso degli anni, infatti, ha ricevuto un numero straordinario di onorificenze internazionali e un numero altrettanto ragguardevole di premi.
Solo all'ultimo piano, però, si può ammirare interamente il suo stile; un moderno arredamento si mischia a travi in legno e dipinti a carboncino.




Luciano aveva anche l'hobby della pittura, e questo passatempo, oltre a rilassarlo, era diventato anche una discreta fonte di guadagno. Le sue tele infatti vivano vendute con buone quotazioni.
Notizia che non piacque a una presunta ideatrice di alcuni dei dipinti o, perlomeno, questo è ciò che risulta da questo articolo della Repubblica che indica la notizia: 
Secondo il "Los Angeles Times" le opere di Pavarotti altro non sarebbero che copie di quadri dipinti da altri. Almeno questo è quanto afferma Mary Hicks, autrice del libro "Le mie avventure in Europa", in cui sono riprodotti tre dipinti della stessa Hicks. L' ottantasettenne signora sostiene che Pavarotti avrebbe copiato questi tre dipinti, trasformandoli in quadri intitolati "Venezia", "Casa fiorita" e "Parigi", tutti e tre elogiati dai critici in alcune mostre.


 Fatto sta che questi inseriti non pare facciano parte dei dipinti dell'artista ma sono un omaggio di altri personaggi veramente molto abili con la matita.


 Frontale all'appartamento si trova la casa gioco della figlia e, nel piano sottostante, un angolo informativo sulla sua passione per i cavalli e l'ippica.
Sempre qui è allestita la stanza con i regali ricevuti da altri personaggi tra cui i dipinti sopra descritti e, tra questi, una parete zeppa di frasi e pensieri provenienti dai visitatori di tutto il mondo.





martedì 19 settembre 2017

Particolari di un viaggio in treno.

 Ebbene si, è accaduto pure a me.
Ma d'altronde chi non ha avuto la tentazione di salire nella 1 classe di un treno pur avendo pagato un regionale di 2?
Mi sono accomodata nella parte alta del vagone godendomi il paesaggio da una vista inusuale.
L'altoparlante inizia letteralmente a "gracchiare" , il suono risulta assai fastidioso a causa dell'eccessiva vicinanza all'apparecchio, nonostante tutto il mezzo si è presentato confortevole in entrambe le classi divise a piani nei vagoni.
Tra un verde prato e un angolo di cittadina noto il finestrino; un disegno indica il punto esatto in cui questo dev'essere colpito in caso di anomalie, il disegno indica la figura di un martelletto rosso appuntito che deve essere utilizzato allo scopo descritto.
Mi guardo attorno ma nulla noto tra le pareti del vagone della classe 1.
Quando scendo mi soffermo sulla 2° classe, noto il primo finestrino che riporta il medesimo simbolo ma il mio sguardo non arriva a vedere nulla di più.
Nel viaggio di ritorno sono tentata a salire la scaletta ma, incuriosita, mi siedo quieta nella 2° classe e noto immediatamente il picchetto posizionato, in modo corretto, al lato del finestrino pronto per essere utilizzato in caso di necessità.
Perciò miei cari compagni passeggeri della prima classe vi comunico che, oltre al danno di un maggiorato pagamento per viaggiare in modo completamente identico alla classe inferiore, avete ora la certa probabile inefficienza in caso di anomalie.... e poi mi dicono che non devo essere polemica!!!!!

Immaginatevi la scena:
Viaggiando alla velocità di 130Km il treno regionale 2138 diretto a Piacenza deraglia a causa di un pezzo di legno messo sulle rotaie da un buontempone.
Tutte le scalette che portano alla prima classe subiscono un danno, per questo motivo i passeggeri, sprovvisti di piccone rompivetro, hanno cercato di scavare un varco per rubare il piccone alla classe seconda.
Per questo motivo si è verificata una lite furibonda che ha portato il vagone a traballare per poi cadere nel precipizio da cui si erano miracolosamente salvati.



lunedì 4 settembre 2017

I galli Spagnoli

Un giro all'osservatorio.... da tempo volevo attraversarne il perimetro completo ma, percorrerlo a piedi, diventa un'ardua impresa.
Con l'auto imbocco il sentiero che mi porta al più alto punto di osservazione. Isolato dalle abitazioni.
Solo una compare nelle immediate vicinanze e mi soffermo ad osservarla; l'ingresso non è dei più confortevoli, pare un luogo abbandonato da anni.
Il tempo ha deteriorato il cartello di benvenuto situato nel piccolo parcheggio, qui vi sono indicati ancora gli orari di apertura della struttura che si trova nelle immediate vicinanze.
Mi incammino.... il cancello aperto mi invita ad entrare nonostante i calabroni che si sono impossessati della cassetta postale e l'edificio adiacente sia completamente rovinato.
Sul lato destro vedo un sentiero denominato "il sentiero dell'amore"; scopro solo in seguito che si tratta di un percorso che serviva, anticamente, come collegamento al castello di Casalgrande e, in seguito, utilizzato come scorciatoia pedonale per raggiungere il centro del paese.
Qui si potrebbero creare zone di percorso ginnico per mantenere frequentati e sicuri dei sentieri ormai dimenticati.
Entro e mi incammino verso il fondo dove vedo e odo galli particolari; mi avvicino e sento un signore che mi rivolge un caloroso "Benvenuta alla casa del Conte".
Fermandomi a parlare con il signore scopro chei galli che mi hanno suscitato così tanto interesse sono Spagnoli da combattimento, emettono i suoni acuti che ho udito quando  vogliono segnalare un imminente pericolo perché sono molto attenti a difendere il territorio in cui vivono.
Francesina Puntinata
Gridano soprattutto quando avvertono la presenza di  Poiane, Falchi e Volpi.
Il signor Conte è molto orgoglioso del suo luogo e delle sue bestie per questo motivo inizia a raccontarmi con piacere ciò che è stato il passato di quel luogo.
Come ha fatto ad avere così tanti galli? Chiedo.
Inizialmente ha acquistato delle Francesine perché le ritiene delle ottime covatrici, grazie a questa loro caratteristica possono essere utilizzate per diverse tipologie di uova.
Si possono così ottenere diverse razze di animali covati esclusivamente dalle assidue covatrici.
Riassumendo il Signore, acquistate le Francesine, acquistato il gallo Spagnolo, ha dato origine a un piccolo branco di pollame.In questo periodo i Galli stanno rinnovando le penne per questo motivo se ne possono trovare a terra, alcune penzolano dal loro corpo come il petalo di una rosa rimasto attaccato, dall'ultimo pezzo vivo, alla sua struttura di origine.
Questo processo terminerà a Novembre.
I galli da combattimento non lottano con il becco ma con le loro Zampe, il signor Conte paragona i loro speroni a degli aghi pronti al combattimento. Questi, ovviamente, sono animali da importazione; ottenuto un esemplare in due anni ha raggiunto un buon numero di nascite.
Gli chiedo del parco; "Come mai tutto si è ridotto in questo modo?" Nonostante l'età cerca di impegnarsi ad accogliere, con calore, chi ha la volontà di osservare le sue bestie e ascoltare i suoi racconti.